A Suelli nella Comunità Minori Corte Antica un seminario sulle dipendenze

Parlare di dipendenze non è sicuramente facile, parlare di dipendenze giovanili a livello mondiale è sicuramente una sfida senza eguali. Una sfida raccolta dalla cooperativa Virginia, che in un percorso condiviso di crescita con altre realtà, ha ospitato nella sua casa per minori, Corte antica a Suelli, un importante seminario sulle dipendenze e su come queste si siano evolute nel tempo. Un’evoluzione che però mantiene un denominatore comune: la solitudine.

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I lavori sono stati aperti dalla presidente della cooperativa Virginia e responsabile della comunità Federica Chessa e dalla coordinatrice della struttura Valentina Farci. Un’apertura che non lascia indifferenti. Il racconto della nascita della cooperativa racconta il sogno di chi umilmente giorno dopo giorno cerca di cambiare il mondo partendo dalla quotidianità. Un impegno non scontato, un lavoro, ma soprattutto un omaggio dedicato a Virginia, un pezzo del loro cuore volato via troppo presto, che però ha lasciato in loro la voglia di combattere in silenzio senza mai stancarsi. E sul ricordo di come sia nata questa splendida realtà prende la parola Rita Alves, professionista plurititolata, biologa-educatrice che ci racconta l’esperienza delle dipendenze tra le strade di Salvator de Bahia. Arriva al pubblico con la semplicità e la profondità dell’esperienza di chi la strada la conosce, l’ha vissuta e la vive quotidianamente. C’è un comune denominatore che attanaglia i giovani dipendenti dal crack: La solitudine.

La solitudine che accompagna gli adolescenti indipendentemente dalla situazione economica e sociale. La solitudine di un mondo che forse ha smesso di ascoltare e conoscere l’altro. Rita racconta del progetto piccolo ponte, una collaborazione tra Brasile e Sardegna, che ha portato alla costruzione di una comunità in Brasile dove lo sport, la musica e l’ascolto salvano i giovani ragazzi. Non mancano i riferimenti a chi non trova l’uscita di quel tunnel, quella caverna che ingoia chi non riesce a lottare. Per loro e per avere sempre più ragazzi fuori da quel tunnel che è fondamentale continuare a lottare.
Dopo un breve momento conviviale i lavori riprendono. Gli attori di questo momento formativo ora sono i ragazzi, che incondizionatamente si mettono a nudo e regalano alla platea due racconti emozionanti, inaspettati senza che nulla venga edulcorato. Il primo intervento ci racconta come il percorso sia impervio, dove non mancano le ricadute ma dove, in un modello come quello di Corte Antica, impariamo a rialzarci. La seconda testimonianza arriva in maniera semplice e diretta, ma sicuramente forte: La comunità ci mette su una via ma i passi dobbiamo farli noi. Dopo queste esperienze, l’intervento finale è stato svolto da Andrea Abis, educatore di esperienza, che ha portato un focus storico sulle dipendenze facendo comprendere come le dipendenze oggi, possano e debbano essere affrontate ripercorrendo quelle che sono le conoscenze canoniche, con la capacità di adattare alle nuove sfide i modelli già conosciuti e forse dimenticati.
Il primo evento che prelude grandi iniziative che vedranno ancora protagonista Corte Antica.

 

 

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