“Resto al Sud”, anche in Sardegna

La sede di Oristano di Confindustria Centro Nord Sardegna ha accolto ieri, giovedì 30 gennaio, la tappa sarda del road show sulla misura nazionale “Resto al Sud”, strumento di promozione dell’autoimprenditorialità nel Mezzogiorno, recentemente rivisto per ampliare la platea dei beneficiari. L’evento è stato organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Centro Nord Sardegna, insieme a Confindustria e Invitalia.

Dopo i saluti di Stefano Tiana, presidente del Gruppo Giovani Confindustria Centro Nord Sardegna, di Marinella Puligheddu, direttore dell’Area Ovest Banco di Sardegna, e di Giuseppe Ruggiu, presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna, hanno preso la parola i relatori: Francesco Ungaro (Area Politiche Regionali e di Coesione Territoriale Confindustria), Stefania Esposito (Invitalia) e Giuseppe Pirisi (referente misura “Resto al Sud” Banco di Sardegna).
«Con "Resto al Sud" abbiamo un incentivo forte a favore della cultura di impresa. Occorre fare capire ai giovani che oggi è possibile investire su se stessi e su un’idea che hanno creato. Ma è anche importante che dietro al progetto ci sia una passione vera», ha detto in apertura il presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna Giuseppe Ruggiu.
“Resto al Sud” è una misura rivolta ai giovani (con un’età compresa tra i 18 e i 45 anni) residenti nelle regioni del Sud Italia - ma anche in 116 comuni del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017 - che permette di usufruire di finanziamenti fino a 200 mila euro, in parte a fondo perduto, per la realizzazione di progetti imprenditoriali per la produzione di beni e servizi, inclusi il turismo e le libere professioni. Sono invece esclusi il commercio e l’agricoltura. Il finanziamento copre il 100 per cento delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35 per cento dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario pari al restante 65 per cento, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.
«“Resto al Sud” può contare su un fondo complessivo di un miliardo e 250 milioni di euro. Da notare che il 10 per cento dei progetti approvati è costituito da persone (ditte individuali o società) che hanno scelto di ritornare nelle regioni di origine», ha ricordato Stefania Esposito (Invitalia), che ha illustrato nel dettaglio la procedura per accedere al finanziamento.

“Resto al Sud” è un incentivo a fruizione digitale: l’istruttoria avviene infatti tramite il portale web www.invitalia.it. Le domande finora presentate sono 10900, quasi 14 mila quelle in compilazione, circa 4300 invece sono già approvate e finanziate. Il contributo medio concesso è di 32 mila euro, con un investimento medio di 67 mila euro. Si prevede di dare occupazione a circa 40 mila persone. In Sardegna sono stati presentati 587 progetti di cui 203 finanziati. Cagliari è in testa con 175 progetti presentati e 59 finanziati, segue Sassari con 117 progetti presentati e 41 finanziati; a Olbia-Tempio sono 70 i progetti presentati (18 approvati), a Oristano 57 (17 approvati).

 

 

 

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