Numero 1 – Gennaio 2020

Clicca per leggere il numero di Gennaio 2020
Clicca per leggere il numero di Gennaio 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’EDITORIALE 

di Andrea Agostino – Caporedattore

 

Cari lettori,

eccoci con un nuovo numero di Sardegna Società, il primo del nuovo anno. Questo numero ha come tema il Carnevale nell’isola. In questo editoriale faccio mie le parole della nostra collaboratrice Roberta Carboni nel suo sito Me and Sardinia: “Il carnevale è una tra le feste rituali più antiche al mondo, che mescola elementi attinti dal mondo pagano agro-pastorale ad elementi propri della religione cristiana che si fondono con la cultura e la tradizione polare, unendo superstizione, magia, esoterismo che sfociano nella più brutale trasgressione.
Il Carnevale nasce per rovesciare le consuetudini, i valori e le norme proprie della quotidianità, precedendo la Quaresima, in cui ritornano il sacrificio, il silenzio, la fatica e l’espiazione dei peccati. Le origini del Carnevale in Sardegna, sono da rintracciare nei rituali agrari che in epoca romana caratterizzavano il passaggio tra inverno e primavera. Secondo alcuni studiosi l’etimologia della parola Carnevale si potrebbe riferire all’espressione romana “carnem levare” che alludeva all’eliminazione della carne prima della Quaresima, nell’ultimo banchetto che si teneva il cosiddetto martedì grasso. Per i Romani una prima espressione del Carnevale furono i “Saturnalia”, festeggiamenti in onore di Saturno, divinità italica dell’agricoltura. I Saturnali iniziavano il 17 dicembre e si protraevano per sette giorni durante i quali tutto era consentito (mangiare, bere, scherzare), ma in particolar modo era concesso lo scambio dei ruoli sociali e gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e come questi potevano comportarsi. Con l’avvento del Cristianesimo e la conseguente abolizione di tutte le feste pagane, il Carnevale continuò ad essere celebrato; perse il suo contenuto magico e rituale e rimase semplicemente una forma di divertimento popolare. Proprio per questo è fondamentale e ricorrente presenza del fuoco come elemento propiziatorio per il ritorno del sole e della fertilità dei campi. Ad inaugurare il Carnevale sono i fuochi di Sant’Antonio, durante i quali, il 17 Gennaio, a Mamoiada, fanno la loro prima uscita ufficiale i Mamuthones.
La fine del Carnevale culmina nel martedì grasso, dove vengono bruciati i feticci come capro espiatorio di tutti i mali della comunità, in senso liberatorio. In conclusione, il Carnevale in Sardegna assume accezioni e connotazioni totalmente differenti da parte a parte, riflettendo la commistione tra culture, linguaggi e abitudini”.

 

 

Copertina realizzata da Sabina Salussolia

 

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società