Figli delle Stelle: l’universo e l’uomo

Cari lettori,
bentrovati nella rubrica dedicata al coaching, questo mese voglio parlarvi di universo e del ruolo dell’uomo al suo interno. Difficilmente ci fermiamo a pensare al nostro ruolo all’interno dell’universo e ancora più difficilmente riflettiamo su cosa sia il nostro universo.

Siamo tutti impegnati a svolgere le nostre consuete attività e non prendiamo in considerazione che viviamo immersi in un immenso campo di energia e materia chiamato universo. L’universo è nato circa 13,82 miliardi di anni fa e la scienza ci dice che quel giorno così lontano anche da essere concepito, non c’era nulla, nessuno spazio, nessuna materia, nessun tempo. Tutto nacque in seguito ad un’esplosione chiamata Big Bang, che partendo da un punto infinitamente denso, generò una quantità enorme di energia che diede vita allo spazio, alla materia e al tempo. Prima di quel preciso momento, non esisteva neanche il tempo, a tal proposito non ha senso pensare cosa vi fosse prima visto che il tempo nasce nel preciso istante in cui nasce l’universo. Da quel momento vi fu una forte espansione che portò tutta la materia/energia generata ad iniziare a separarsi e ad espandersi dando vita allo spazio, al tempo come le conosciamo noi oggi. Tutto in quel punto era unito, tutta la materia/energia era unita, non vi era nessuna separazione.
Da questa grande esplosione sono stati generati tutti i pianti, le stelle, le galassie, gli ammassi stellari e tutti gli altri corpi celesti. Da questa esplosione sono nati anche i buchi neri, oggetti misteriosi che la scienza inizia oggi a comprendere sempre meglio. Qualche fisico teorico azzarda l’ipotesi che i buchi neri possano essere in qualche modo delle porte che mettono in comunicazioni parti lontane del nostro universo o addirittura universi diversi dal nostro. Sono ipotesi affascinanti che terranno impegnati ancora a lungo i fisici ma che ci fanno riflette su quanto immesso sia l’universo, su quanto spazio c’è dentro e su quanti possibili altri pianeti possano ospitare la vita, magari diversa da come la conosciamo noi oggi.

Pensare a questo ci fa comprendere che le guerre e le lotte fra gli uomini, contribuiscono solo a creare separazione quando invece si dovrebbero unire le nostre forze per scoprire da dove arriviamo e dove stiamo andando.
L’idea della separazione è solo una nostra illusione: se facciamo andare indietro quel film da oggi verso il passato, verso il momento del Big Bang, ci accorgiamo che tutto era unito in un solo unico punto. Non riflettiamo mai su questo concetto, pensiamo sempre di essere separati, poiché, illusi dal senso della vista che ci mostra distanza e separazione fra noi e le cose, non vediamo il mondo invisibile che la fisica riconosce e che ci tieni legati ed uniti a tutto e a tutti.
La fisica quantistica ci dice oggi che esiste un campo di energia che connette tutte le cose e tutti gli esseri umani fra loro, a questo campo viene dato il nome di campo quantico o campo unificato. In altri articoli abbiamo parlato del teorema di Bell che ci spiega che se due particelle (o se due esseri umani§) sono stati uniti in un certo momento, fra loro si determinerà una connessione che durerà per sempre nello spazio e nel tempo. Nel momento del Big Bang eravamo tutti un’unica cosa non vi era distanza fra le cose e soprattutto grazie a quell’unione si è realizzata una connessione permanete nel tempo e nello spazio.

Ecco che come coach vi invito a tenere in considerazione questo legame. I pensieri di amore e di compassione verso un’altra persona realmente arrivano a quella persona, proprio in virtù di quella connessione che ci connette agli altri. Allo stesso modo arrivano alle altre persone i nostri sentimenti negativi, le nostre invidie, le nostre gelosie, il nostro odio. Sapere questo ci fa comprendere la necessità di formulare pensieri costruttivi, amorevoli, potenzianti. Siamo una parte di questo tutto che da quel giorno zero, continua ad espandersi generando spazio, materia, tempo ed energia. Veniamo tutti da quel preciso istante, da quale punto infinitamente denso e caldo che ha dato origine al nostro universo.
Quando guardiamo il cielo cerchiamo veramente di guardare oltre, di non guardarci i piedi ma di guardare le stelle, gli spazi lontani e di ricordare che tutti veniamo dallo stesso luogo. È importante ristabilire l’unione con gli altri senza primeggiare ma collaborando, questo ci permette di essere più forti, più veloci, più sicuri nel realizzare un progetto di vita o un progetto per la nostra Terra. Mi auguro che sempre più si passi dal tempo della competizione al tempo della collaborazione, in fondo siamo tutti figli delle stelle.

 

 

Vi auguro il meglio, buona vita, sempre!

 

Riproduzione Riservata

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società