Nell’Isola si rinnova su fogadoni di San Sebastiano

San Antonio Abate e San Sebastiano sono molto venerati nell'isola, per entrambi si fa il cosiddetto fuoco di San Sebastiano. Il 20 Gennaio ricorre la memoria liturgica del santo.

Le notizie storiche su san Sebastiano sono davvero poche, ma la diffusione del suo culto ha resistito ai millenni, ed è tuttora molto vivo. Quando parliamo di San Sebastiano riemergono  nei nostri occhi alcuni scenari della sua vita, precisamente quello della sua Passio, dove si racconta che un giorno furono arrestati due giovani cristiani, Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino; il padre ottenne un periodo di trenta giorni di riflessione prima del processo, affinché potessero salvarsi dalla certa condanna sacrificando agli dei. Sebastiano fu condannato ad essere trafitto dalle frecce; legato ad un palo in una zona del colle Palatino chiamato «campus», fu colpito seminudo da tante frecce da sembrare un riccio; creduto morto dai soldati, fu lasciato lì in pasto agli animali selvatici. Dopo aver ascoltato i rimproveri di Sebastiano per la persecuzione contro i cristiani, innocenti delle accuse fatte loro, Diocleziano ordinò che questa volta fosse flagellato a morte; l’esecuzione avvenne nel 304 nell’ippodromo del Palatino e il corpo fu gettato nella Cloaca Massima, affinché i cristiani non potessero recuperarlo. L’abbandono dei corpi dei martiri senza sepoltura era inteso dai pagani come un castigo supremo, credendo così di poter trionfare su Dio e privarli della possibilità di una resurrezione. Oltre la storica Passio che racconta il martirio di Sebastiano, esiste una nota tradizione dove si dice che il martire apparve in sogno alla matrona Lucina, indicandole il luogo dov’era approdato il cadavere e ordinandole di seppellirlo nel cimitero «ad Catacumbas» della Via Appia. San Sebastiano viene ricordato il 20 gennaio.

Le sue reliquie sono sistemate in una cripta sotto la Basilica di San Pietro a Roma. Tutt’oggi in Sardegna rimane viva la tradizione in onore di San Sebastiano, che viene invocato dai Sardi contro le malattie contagiose, per cui al glorioso martire tutt’oggi viene offerto «su fogaroi» (l’accensione dei falò in onore del Santo per scacciare tutti i mali); tempi addietro veniva acceso il falò per eliminare la peste. In alcune parrocchie viene benedetto l’alloro oppure anche  i mandarini, oppure gli aranci, che vengono appesi nelle foglie dell’albero della statua del Santo durante la sua memoria liturgica. In altre parrocchie rimane viva l’usanza di donare ai fedeli subito dopo la messa il pane oppure il pane di sapa. Nella nostra isola San Sebastiano non viene ricordato soltanto a gennaio, ma anche durante le varie sagre estive.

Nelle icone e nelle altre rappresentazioni artistiche Sebastiano appare come un giovane, legato ad un albero, trafitto dalle frecce .

 

 

 

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