Nell’isola l’accensione de su fogaroni in onore di Sant’Antonio

A gennaxiu, gennaio, si festeggia Sant’Antonio Abate, detto anche Sant’Antoni ‘e su fogu. In molti paesi ancora oggi si conserva la tradizione de su fogaroni, un grande falò che veniva acceso, in origine, nel piazzale della chiesa. In Sardegna con l'accensione del fuoco in onore di Sant'Antonio inizia ufficialmente il Carnevale.

 

Sant’Antonio è nato a Coma, in Egitto, nel 251 da una famiglia benestante. A vent’anni decise di ascoltare la chiamata di Cristo: abbandonò tutte le sue ricchezze e si ritirò a vivere in solitudine nel deserto, seguito ben presto da numerosi seguaci, che, dietro il suo esempio, si dettero alla vita eremitica; per questo Antonio Abate è ricordato come il patriarca del monachesimo. Nonostante conducesse la sua esistenza nell’isolamento e in assoluta ascesi, mantenne i contatti con il mondo, intervenendo con passione nelle importanti questioni della Chiesa, come quando si recò ad Alessandria nel 355 per confutare la dottrina dell’arianesimo. La leggenda narra che per tutta la vita il Santo fu tormentato dai demoni, che lo insidiarono in tutte le forme e con ogni sorta di tentazioni, ma dal confronto con i quali uscì sempre vittorioso, divenendo così il simbolo dell’anacoreta cristiano che vince il male con la forza della fede. Morì ultracentenario nel 356.

 

Nell’iconografia di Sant’Antonio possiamo osservare il tradizionale vestito da eremita con un bastone a T e una campanella; il diavolo spesso rappresentato ai suoi piedi è simbolo della vittoria sulle tentazioni e il maiale che lo accompagna richiama la consuetudine dei monaci medievali di allevare un porcellino per i poveri. Sant’Antonio Abate è festeggiato il 17 gennaio. È considerato il protettore dei macellai, dei canestrai e degli animali domestici, ed è invocato contro le malattie infettive, in particolare l’herpes zoster, popolarmente chiamato il «fuoco di Sant’Antonio». Per millenni e ancora oggi, si usa nei paesi accendere il giorno 17 gennaio, i cosiddetti «falò di s. Antonio», che avevano una funzione purificatrice e fecondatrice, come tutti i fuochi che segnavano il passaggio dall’inverno alla imminente primavera. Le ceneri, poi raccolte nei bracieri casalinghi di una volta, servivano a riscaldare la casa e con apposita campana fatta con listelli di legni per asciugare i panni umidi.

 

Sono veramente numerosi i paesi della Sardegna che con fede venerano Sant’Antonio Abate come: Dorgali, Nuragus, Figu di Gonnosnò, Suni, Nuraminis, Laconi, Ortueri, Meana Sardo, Ussaramanna, Genoni, Bidonì, Silanus, Baressa, Orotelli, Sadali, Pozzomaggiore, Tuili, Talana, San Basilio, Illorai, Ottana, Orroli, Siliqua, Desulo, Bolotana, Bosa, Orgosolo, Orosei, Sassari e tanti altri.

 

 

 

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