Obesità: Quali effetti sulla salute ?

In questo mese di festività tutti noi aumentiamo l’introduzione di cibo e sicuramente si metterà su qualche chilo.
Finché l’eccessivo apporto di cibo è sporadico non si hanno effetti sulla salute ma la cronicizzazione può causare delle patologie. L’obesità è una condizione caratterizzata dall’accumulo eccessivo di grasso corporeo.
Il grasso presente nel nostro corpo è distribuito a livello sottocutaneo (la cosiddetta pancetta) e viscerale o addominale ossia tra gli organi interni sotto i muscoli addominali.
La presenza di eccessivo grasso viscerale causa molteplici patologie. Il grasso viscerale rilascia le adipocitochine che influenzano l’appetito, il metabolismo insulinico e dei grassi. Il grasso addominale modifica i meccanismi ormonali che servono a immagazzinare i grassi.

 

Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il numero delle persone obese è raddoppiato dal 1980 ad oggi, interessando circa il 40% della popolazione mondiale. L’ obesità infantile è in notevole aumento, circa il 20% in Italia. Il dato preoccupante è che il 70% dei bambini obesi saranno obesi da adulti. Dati dell’OMS sottolineano che l’86% delle morti e il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono determinate da patologie croniche, che hanno come minimo comune denominatore 4 principali fattori di rischio: fumo, abuso di alcool, scorretta alimentazione e inattività fisica. Queste ultime due condizioni sono alla base dell’allarmante e continuo aumento della prevalenza di sovrappeso e di obesità nelle popolazioni occidentali e in quelle in via di sviluppo, che ha raggiunto le proporzioni di un’inarrestabile epidemia. Nella maggior parte degli obesi lo diventano per scorrette abitudini di vita, soprattutto un’alimentazione scorretta e l’inattività fisica. Possono coesistere anche cause mediche, sospensione dal fumo, fattori genetici, assunzione di farmaci. La classificazione maggiormente utilizzata per i gradi di obesità è l’indice di massa corporea BMI che è un rapporto tra il peso in Kg e il quadrato dell’altezza. Tale rapporto dovrebbe essere compreso tra 18,5 e 24,9. Il sovrappeso è entro 30, al di sopra di tale valore di è obesi.

Ovviamente bisogna anche considerare molti fattori tra i quali l’età, lo stato di salute e la conformazione fisica. Numerosi studi hanno dimostrato che più alto è il BMI più sono i rischi di sviluppare patologie che diminuiscono l’aspettativa di vita.
I soggetti obesi hanno un notevole rischio di sviluppare la cosiddetta sindrome metabolica caratterizzata da diabete di tipo 2, ipercolesterolemia, calcolosi della cistifellea, accumulo eccessivo di grasso nel fegato (steatosi), ipertensione arteriosa, infarto, reflusso gastro-esofageo, apnee notturne, patologie articolari da sovraccarico. Il primo approccio all’obesità è senza dubbio comportamentale. Un’ alimentazione ipocalorica e bilanciata associata a un’adeguata attività fisica sono il primo passo. Numerose sono le diete ma l’importante è quello di farsi sempre seguire da uno specialista in scienze della nutrizione perché non è soltanto seguire una dieta ma iniziare un vero e proprio percorso di educazione alimentare.

 

Vi sono anche dei farmaci che possono essere usati per aiutare in questo percorso ma devono essere somministrati sempre sotto controllo medico. Per i grandi obesi è anche possibile effettuare la chirurgia bariatrica o dell’obesità ma sempre con adeguato supporto psicologico per mantenere i risultati nel tempo.
Il messaggio importante è quello di evitare le diete fai da te o assumere sostanze non prescritte da specialisti. Il cibo è sicuramente un fattore aggregante specie in queste festività. Dei pasti più ricchi del solito quando si è in compagnia sono anche un fatto culturale, l’importante che l’eccesso non diventi abitudine: una fetta di panettone non ha mai ucciso nessuno.

 

 

 

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