Quale Autorità è tenuta ad intervenire in caso di reati a danno degli animali?

I reati a danno degli animali, esattamente come tutte le altre fattispecie di reato, sono di competenza generica di TUTTA LA POLIZIA GIUDIZIARIA.

TUTTE le forze di polizia (Polizie Municipali e Polizie Provinciali in primo luogo, ma anche Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Guardia Costiera ed altri corpi statali o locali) HANNO IL DOVERE di intervenire in caso di reati contro gli animali. Vero è che vi sono dei Decreti Ministeriali che, in materia di tutela degli animali, attribuiscono un ruolo primario a determinate forze di polizia, ma ciò non significa che le altre siano esentate dall'intervenire.
“Tutti gli organi di P.G., su iniziativa e su segnalazione, devono comunque sempre intervenire in ordine ad un reato a danno degli animali. E non possono rifiutare il loro operato (sotto pena di integrazione potenziale di fattispecie omissive di reato) qualora un privato o un'associazione si rivolga a loro sostenendo, e ciò è frequente, che non è di loro competenza ma che bisogna rivolgersi ad un organo specializzato (fatte salve logicamente le diverse situazioni di pratica ed oggettiva impossibilità di intervento per motivi logistici ed operativi)” (cit. M. Santoloci e Carla Campagnaro).

 

CHIARIMENTO TERMINOLOGICO:

Cosa si intende per “polizia giudiziaria”?
Nel nostro ordinamento non esiste una definizione normativa in merito. Non esiste neppure uno specifico corpo di “polizia giudiziaria”. Essa, infatti, è costituita da TUTTE LE FORZE DI POLIZIA STATALI E LOCALI che, a fronte di un reato, assumono automaticamente tale funzione. Vi sono poi altri organi che possono assumere funzioni di polizia giudiziaria a “competenza limitata”, come ad esempio i veterinari pubblici delle ASL e le Guardie Zoofile.
La polizia giudiziaria – diversamente da quella amministrativa che ha compiti di prevenzione – ha funzione repressiva, avendo come obiettivo la scoperta dei reati, l'individuazione del colpevole e la raccolta del materiale utile al successivo sviluppo del procedimento penale.
La polizia giudiziaria (secondo le previsioni del codice penale: art. 55 c.p.) DEVE, ANCHE DI PROPRIA INIZIATIVA, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale.

 

UN ESEMPIO può chiarire meglio le idee:
I carabinieri fermi a bordo strada per un posto di controllo svolgono la funzione di polizia amministrativa (in questa loro attività hanno il compito di vigilanza e controllo sulla condotta dei cittadini, al fine di prevenire la violazione delle norme vigenti). Se durante il servizio essi si imbattono in una possibile condotta di reato, in automatico assumono la funzione di polizia giudiziaria sopra definita.

 

 

 

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