Come cambia la Conferenza Episcopale Sarda

Con il raggiungimento dei 75 anni di età anche la Conferenza Episcopale Sarda continua il suo rinnovo delle guide pastorali nelle diverse diocesi. Una Chiesa sempre attenta ad ascoltare il grido del povero sulla scia di Francesco. Essa si mostra sempre più bisognosa di ascolto, dalle braccia spalancate, capace di accogliere tutti. Nel 2019 cinque diocesi hanno visto qualche cambio:

 

ALES TERRALBA E ORISTANO – LANUSEI E NUORO
Con la nomina del Santo Padre del 4 Maggio 2019 e dopo le dimissioni di Mons. Ignazio Sanna, diviene Arcivescovo  Arborense Mons. Roberto Carboni della Diocesi di Ales Terralba nominato allo stesso tempo Amministratore Apostolico della medesima diocesi. Stessa sorte toccherà dopo qualche mese alle diocesi di Lanusei e Nuoro. Dopo le dimissioni di Mons. Mosè Marcia, diviene Vescovo della Diocesi di Nuoro Mons. Antonio Mura della Diocesi di Lanusei nominato allo stesso tempo Amministratore Apostolico della medesima diocesi.

 

CAGLIARI
Dopo i due anni di proroga concessi dal Santo Padre a S.E. Mons. Arrigo Miglio, il 16 Novembre è stato nominato Arcivescovo Mons. Giuseppe Baturi del clero dell’Arcidiocesi di Catania finora Sotto Segretario della Conferenza Episcopale Italiana.

 

Il quadro che ora si prospetta sono: 8 membri della Conferenza Episcopale Sarda e 13 Vescovi Emeriti.
Mons. Antonino Orrù, dal 2004 Vescovo Emerito di Ales - Terralba - Mons. Antonio Vacca dal 2006 Vescovo Emerito di Alghero – Bosa - Mons. Pietro Meloni dal 2011 Vescovo Emerito di Nuoro - Mons. Sergio Pintor dal 2012 Vescovo Emerito di Ozieri - Mons. Giovanni Dettori dal 2016 Vescovo Emerito di Ales – Terralba - Mons. Pier Giuliano Tiddia dal 2006 Arcivescovo Emerito di Oristano - Mons. Tarcisio Pillolla dal 2007 Vescovo Emerito di Iglesias - Mons. Giuseppe Mani dal 2012 Arcivescovo Emerito di Cagliari - Mons. Antioco Piseddu dal 2014 Vescovo Emerito di Lanusei - Mons. Paolo Atzei dal 2017 Arcivescovo Emerito di Sassari - Mons. Ignazio Sanna dal 2019 Arcivescovo emerito di Oristano - Mons. Mosè Marcia dal 2019 Vescovo Emerito di Nuoro – Mons. Arrigo Miglio dal 2019 Arcivescovo Emerito di Cagliari.

 

NEL 2020?
Stando alle norme del Diritto Canonico al canone 401: “Il Vescovo diocesano che abbia compiuto i 75 anni di età è invitato a presentare la rinuncia all’ufficio al Sommo Pontefice, il quale provvederà, dopo aver valutato tutte le circostanze” la prossima diocesi che si appresta ad un cambiamento è quella di Tempio Ampurias, quando il 29 Marzo 2020 S. E. Mons Sebastiano Sanguinetti, Segretario della Ces (Conferenza Episcopale Sarda) presenterà al Santo Padre la rinuncia al compimento dei 75 anni.
Attenendosi alle norme del Diritto Canonico, all’età anagrafica e al quadro che si presenta oggi, la Ces soltanto nel 2022 vedrà completato il quadro del rinnovamento con la nomina del nuovo Vescovo di Iglesias.

 

POSSIBILI ACCORPAMENTI
Finora voci fondate e infondate chiariranno nel tempo questo scenario sui possibili accorpamenti di alcune diocesi. Nell’imposizione del Pallio al nuovo Arcivescovo di Oristano, il Nunzio delegato per l’Italia al settimanale diocesano di Oristano “L’Arborense” sembra accennare qualcosa: “Questo è un processo. Il Santo Padre ci chiede di uscire, diventare evangelizzatori e non occuparci tanto di questioni amministrative rimanendo fissati nei nostri palazzi per manutenzione e amministrazione. Il Papa vuole che la Chiesa intera si rinnovi” […] “Il motivo principale è unire le forze vive delle comunità per rilanciare il processo di evangelizzazione. Il Papa ha deciso che questo processo si attua in tre fasi. In primo luogo, l’unione o, meglio, l’avvicinamento di due diocesi nominando il vescovo residente di una e Amministratore dell’altra. La seconda fase che avverrà dopo un po’ di tempo sarà l’unificazione delle due in persona episcopi, cioè che diventa l’unione di due diocesi sotto la figura del vescovo. La terza fase, di cui non sappiamo ancora i tempi che potrebbero essere quantificati in una decina d’anni, prevede l’unificazione definitiva delle due diocesi. Per il momento, il vescovo rimane Amministratore e le diocesi rimangono separate, godendo ciascuna della propria autonomia. Al vescovo è chiesto di favorire e intensificare la collaborazione del clero e dei fedeli ”.

 

 

 

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