La musica fa cantare tutti

La musica si sa, è un linguaggio universale senza confini, capace di esprimere emozioni e trasmettere significati in maniera profonda e personale, permettendoci di raccontare con accordi e strofe i nostri tempi e i luoghi in cui viviamo in modi sempre diversi e originali. La musica è per tutte le età e ha il potere di coinvolgerti emotivamente e fisicamente in ogni momento, di conseguenza grazie alla radio, alla tv, ad internet e alle nuove tecnologie, chiunque di noi ha libero accesso in ogni momento a migliaia di contenuti musicali di qualunque genere musicale e artista, davvero l’imbarazzo della scelta per i palati musicali più esigenti.

 

Capita che anche i bambini e le bambine, ipnotizzati dalla musicalità delle nuove hit italiane del momento, si lascino coinvolgere e trascinare dai ritmi e dalle sonorità di questi brani e già solo dopo pochi ascolti, sciorinino velocemente parole e slang che sanno di vita vissuta, di rabbia e di sofferenza, di sconfitte troppo precoci o di conquiste sentimentali troppo audaci, spesso molto distanti dal loro mondo. Ascoltarli divertiti e concentrati mentre inconsapevoli ricordano a menadito e cantano a squarciagola ritornelli e strofe che raccontano di torti subiti, di bevute e fumate per dimenticare e di approcci sessuali non troppo velati, condite da una buona dose di parolacce e di espressioni piuttosto discutibili e sicuramente più adatte ad un pubblico più maturo, non è proprio un grande piacere.

Anche noi tempo fa non potevamo resistere alle canzoni dei cartoni animati o ai jingles delle pubblicità e soprattutto alle canzoni in inglese, dove non capivamo un’acca di quello che stavamo cantando, ma continuavamo a cantarle per giorni e giorni, rapiti dalla magia di quelle melodie.

 

Ma questo, gli artisti lo sanno? Dove sono finiti i brani di una volta? Le poesie musicali dei tanti artisti di un tempo che ancora oggi cantiamo con un filo di nostalgia. Certo, se penso a certe musiche per bambini di oggi, capisco immediatamente perché preferiscano di gran lunga motivi musicali più “trasgressivi”, sicuramente più attraenti e stimolanti di certe lagne dalla dubbia intonazione e coretti gracchianti e felici.

Lungi da me bacchettare certa musica, penso che come per i programmi tv anche certa musica di massa dovrebbe essere maggiormente monitorata dagli adulti e in particolare dai genitori, riscoprendo anche per i più piccoli quanto il valore dell’ascolto e la comprensione dei significati più profondi di brani a loro più adatti sia essenziale per il loro sviluppo emotivo e la loro crescita interiore, l’educazione al bello che passa anche attraverso una certa “depurazione sonora”, riscoprendo la semplicità di una filastrocca, di una conta o di una semplice ninna nanna.

 

 

 

 

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