Brindisi a tempo di polke e quadriglie

In un clima di complice e divertita leggerezza, tra applausi scroscianti, si è chiusa lo scorso sabato alle 19 la Stagione concertistica 2019 del Teatro Lirico. Il concerto di Gala di fine anno, quindicesimo e ultimo appuntamento del cartellone, ha reso omaggio alla celebre tradizione d’oltralpe, ma con una strizzata d’occhio all’amatissimo repertorio operistico nazionale, rappresentato in quest’occasione dalle musiche Giuseppe Verdi. Infatti il programma proponeva nella prima parte celebri arie e brani verdiani: da Don Carlos (Le ballet de la Reine “La Peregrina”), da La Traviata («È strano! È strano!... Follie!»), da Otello («Fuoco di gioia!», Ballabili, «Ave Maria»), da Macbeth (Preludio, «Che faceste? Dite su!», «Chi v’impose unirvi a noi?»), da I vespri siciliani («Si celebri alfine tra i canti», «Mercè, dilette amiche»). Nella seconda parte gli immancabili Strauss: da Johann Strauss jr. (Maskenball-Quadrille op. 272; «Klänge der Heimat» e «Mein Herr Marquis» da Die Fledermaus; Freikugeln, Polka schnell op. 326), a Eduard Strauss (Carmen-Quadrille op. 134), per chiudere nuovamente con Johann Strauss jr. (Furioso-Polka quasi Galopp op. 260; Stürmisch in Lieb’ und Tanz, Polka schnell op. 393).

A dirigere i due complessi stabili, Orchestra e Coro del Lirico, il maestro Massimo Zanetti, che è ritornato sul podio dopo il successo dei concerti dello scorso novembre. Il direttore milanese, acclamato a livello internazionale, si è rivelato ancora una volta raffinato e brillante interprete, padroneggiando sia la scrittura verdiana, sia le spumeggianti atmosfere viennesi. Calibrando con precisione l’intensità espressiva e il rispetto dell’agogica, ha regalato agli spettatori un suono equilibrato e pulito, curato negli aspetti timbrici e nel fraseggio. Complici anche un’Orchestra in perfetta sintonia con le voci del Coro (preparato dal maestro Donato Sivo).

Sul palco anche il giovane soprano franco-danese Elsa Dreisig, al suo debutto a Cagliari. Cantante dal repertorio già ampio, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Voce limpidissima e tecnica ineccepibile si accompagnano in lei a spiccate qualità interpretative. Di assoluto rilievo è stata l’esecuzione dell’Ave Maria dall’Otello di Verdi, in cui la solista ha stupito tutti con un suono delicatissimo, luminoso e profondamente ispirato. Ha dimostrato inoltre doti di grande versatilità passando poi alle due arie tratte da Die Fledermaus, che richiedevano ironica disinvoltura e toni decisamente più spigliati.

A sigillare la serata il bis con la celebre e attesissima Radetzky-Marsch, che ha visto il direttore Zanetti guidare divertito gli applausi a ritmo del pubblico. Ovunque visi lieti e sorridenti, rapiti dai trascinanti accenti musicali, per quello che ormai è il più spumeggiante rito di fine anno.

 

 

 

Foto di Priamo Tolu

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