La passione per ciò che faccio, a tu per tu con Manu Invisible

Abbiamo l'onore di intervistare nel salotto degli ospiti l'artista Manu Invisible. Ha fatto parte a diversi progetti, portati a termine con passione, la stessa che lo accompagna sin dall'inizio del suo percorso.

 

Il tuo tratto distintivo è sicuramente la maschera, infatti hai deciso di celare la tua identità: da cosa deriva questa decisione? Credo vivamente che ci sia dell'altro da conoscere nell'arte, figuriamoci nelle persone, purtroppo quest'epoca non insegna.

 

Hai studiato al liceo artistico Foiso Fois di Cagliari, quindi da sempre hai avuto le idee ben chiare su cosa volessi fare in futuro. Ma da dove arriva l'ispirazione per ogni singola opera? Ogni opera nasce da un pensiero, successivamente si sviluppa in concetto, poi sintetizzato in una parola: dopo, sviluppo una bozza che possa arricchire la parola con una componente figurativa e successivamente la realizzo su parete.

 

Buio Spray e smalto nero-25 x 50 m Nuoro 2016 - Foto di Alessio Cabras

 

Domanda di rito per tutti gli artisti che intervistiamo: c'è un'opera alla quale sei più legato, o che per te ha un significato particolare? Non ne ho una, ogni opera è legata a un periodo, a un esperienza, a dei momenti, se devo citare una delle esperienze più gratificanti, è sicuramente quella Africana trascorsa a Nanyuki. 


 

Una domanda un pochino pungente. Alcuni sostengono che nell'era di Instagram sia difficile per gli artisti farsi conoscere e farsi notare, quando moltissimi si "improvvisano" artisti sui loro profili. Cosa ne pensi? Penso che non ci si dovrebbe far notare, tutti dovrebbero passare inosservati, l'apparenza inganna, sempre. 


 

C'è stato un momento all'inizio della tua carriera che ti ha fatto pensare di essere sulla strada giusta? Una delle prime soddisfazioni che ricordi con piacere? E invece un momento di sconforto? Come lo hai affrontato e cosa consiglieresti a chi si sente demoralizzato nel suo lavoro artistico? L'unica cosa che mi ha dato forza nel mio percorso è la passione per ciò che faccio.
 Difficoltà tante, come tutti, ne più ne meno, gioie altrettanto, ma ciò di più prezioso, è aver la via da percorrere.

 

C'è un progetto al quale stai lavorando in questo periodo? Puoi anticiparci qualcosa dei tuoi prossimi lavori? Sto lavorando a due mostre personali e ad altre tappe del documentario "Scripta Manent" (diretto da Giorgia Ripa). 
Nel 2020 sarò di nuovo in Francia e in altre parti d'Europa per dipingere delle nuove pareti, una di queste all'interno di un carcere.

 

 

 

Nella foto in evidenza l'artista Manu Invisible - di Alessio Cabras

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