Correlazione fra cervelli

Cari lettori,

questo mese voglio parlarvi di come sia possibile connettersi ad un’altra persona e di come questi esperimenti siano stati fatti più volte nei laboratori sperimentali.

Fino a quando non mi sono occupato di questo fenomeno mi sembrava impossibile che potesse essere reale. Il primo di questi esperimenti risale al 1974 ed è stato fatto da uno studioso chiamato Grinberg-Zylberbaum: due soggetti sono stati posti a distanza fra loro in un ambiente controllato (laboratorio) e sono stati entrambi collegati ad un elettroencefalogramma. Premetto che i due soggetti erano amici ed avevano espresso l’intenzione di voler prendere parte a questo esperimento.

Il soggetto A è stato posto in una stanza elettromagneticamente isolata. A questo soggetto sono stati fatti osservare lampi di luce e pause di buio e tale attività elettrica è stata registrata con gli strumenti.

A distanza, in una camera completamente isolata, anche il soggetto B era connesso ad un elettroencefalogramma. Lo strumento ha registrato una serie di sequenze di luce e buio pari a circa il 70% delle sequenze del primo soggetto. Questo dato indica che sperimentalmente vi è stata una correlazione di cervelli fra le due persone e questo può essere oggi spiegato dalla fisica quantistica attraverso il teorema di Bell che dice che se due particelle nascono dalla stessa fonte, queste risulteranno essere connesse per sempre al di là del tempo e dello spazio. Si è poi scoperto che questo principio è valido anche per gli esseri umani: pensate a mamma e figlio che sono connessi intimamente o anche solo a due amici. Il figlio proviene dalla matrice della madre. Fra loro si crea una connessione che li terrà legati per sempre indipendente dalla distanza e dal tempo che separa le due persone.

Dal 1974 ad oggi vi sono 18 lavori che sembrano confermare questa affascinante possibilità.

Anche il Italia, il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli studi di Padova in collaborazione con l’EvanLab, ha condotto diversi studi su questo fenomeno. Le due persone sotto esperimento sono state poste a 195 km di distanza fra loro e si è mantenuta una connessione per circa il 78% del segnale. Questo conferma in maniera sperimentale che la possibilità di connessione fra esseri umani è reale ma di questi aspetti nessuno ci parla mai. Io credo che in passato questa fosse una capacità utilizzata dalle civiltà antiche che ci hanno preceduto e che oggi sia andata persa.

Credo che sia importante recuperare queste facoltà poiché l’essere umano è molto di più di un insieme di parti. Siamo fatti di energia e se pensiamo in questi termini tutto cambia, anche le possibilità che abbiamo e le scelte che possiamo fare.

Buon dicembre e al prossimo mese.

 

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