Fiabe a scuola

Non si sente spesso parlare di fiabe come strumento educativo a scuola. Neanche nella scuola primaria, dove i bambini dovrebbero crescere a pane e fiabe. I docenti sono spesso molto occupati a rispettare i programmi ministeriali e il curricolo, e non trovano spazio per momenti ricreativi dove le fiabe sono protagoniste. Talvolta è possibile parlare di letteratura fiabesca all’interno di progetti extracurriculari o in iniziative coordinate con biblioteche e associazioni culturali.

Non tutti sanno che le fiabe e in genere la letteratura fiabesca, possono diventare un valido strumento didattico per diversi motivi: trasmettono contenuti culturali, attivano una riflessione e senso critico, coinvolgono dal punto di vista emozionale. Il racconto fiabesco oltre a lasciare spazio alla fantasia, permette di sperimentarle proprie capacità di pensiero e di apprendimento.
La conoscenza dei nostri mezzi cognitivi, chiamata anche meta cognizione, ha un ruolo decisivo nella possibilità di accedere alla conoscenza e quindi alla cultura.
La fiaba rispecchia la realtà, la evidenzia senza censure, spesso operate dall’adulto nei confronti del bambino, così che questo possa capire che anche di fronte ad uno stimolo negativo esterno, è possibile combatterlo grazie al proprio mondo interno.

Ma se la fiaba è utile per gli aspetti appena evidenziati, non possiamo non considerare un'altra sua importante funzione: quella esercitata nella socializzazione. La vita del bambino, infatti, è fatta anche di relazioni e la fiaba con la sua narrazione lo accompagna ed educa all’incontro e al rapporto con l’altro. Grazie a tutte queste potenzialità la narrazione fiabesca può essere utilizzata nei vari ambiti disciplinari come strumento di approfondimento e riflessione. L’uso da parte dei docenti della narrazione fiabesca deve richiedere formazione e metodo, perché i contenuti non vanno banalizzati o narrati superficialmente, ma usati correttamente perché la finalità del racconto è sempre educativa.
Occorre quindi aprirsi verso esperienze come incontri, conferenze, convegni, presentazioni di libri, fiere, oltre che gli eventi formativi previsti per i docenti che hanno come tema la lettura e la narrazione.

La formazione su questa materia dovrebbe essere obbligatoria, con la possibilità di operare confronti con autori, esperti del settore, bibliotecari. A questo proposito è importante sempre partire dai bisogni del bambino, dalle sue attese, dai suoi gusti, favorendo le letture per lui piacevoli anche avvalendosi di altre forme di narrazione come quella teatrale, mimica, grafica oltre che orale.
La biblioteca scolastica presente in ogni scuola potrebbe essere il luogo adatto per scoprire un nuovo modo di intendere lettura e narrazione, scoprire nuove storie, e beneficiare del grande apporto educativo della narrazione fiabesca e fantastica.

 

 

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