Cannonau patrimonio UNESCO, si può fare?

Notizia attuale quella del Prosecco che ottiene l’apprezzamento di “Icomos”, il noto organo consultivo dell’organizzazione Onu. Infatti Icomos ha deciso di “consigliare” le Colline di Conegliano e Valdobbiadene per l’iscrizione nella lista del Patrimoni Mondiali dell’Unesco. Stiamo quindi parlando di un avvenimento unico nel suo genere che rafforzerebbero l’intero comparto e il Made in Italy in generale.

In Sardegna è uno dei vini più antichi al mondo, padre di quasi tutti i rossi del pianeta (leggere gli studi scientifici del grande Gianni Lovicu, sui quali concordano tutti gli studiosi). Un vino grandioso che purtroppo, per tanti anni, non ha ottenuto la fama internazionale che gli sarebbe dovuta spettare. Un vino politicizzato e utilizzato come leva a fini clientelari. La storia del Prosecco apre in questo modo scenari davvero interessanti sul fare impresa, sull’essere produttivi e sognare in grande.

Caratteristiche che, ahimè, spesso risultano carenti alle imprese sarde. Il Prosecco è il vino italiano più conosciuto e più bevuto nel mondo con un aumento record delle esportazioni che è stato del 25% nel 2019 con la previsione di arrivare al valore di un miliardo a fine anno, questi dati gli afferma la Coldiretti. Molto importante un dato, ovvero quello relativo l’export. Delle 466 milioni di bottiglie Doc vendute lo scorso anno circa 2 su 3 sono state vendute all’estero con Gran Bretagna paese principe in cima alla lista. In tutto questo ci chiediamo dove siano i numerosi esperti di vini sardi.

Ci viene da chiedere se le imprese sarde dormano oppure sentano le notizie sul loro settore. I colli di Conegliano e Valdobbiadene diventano il 55esimo sito italiano iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. L’iscrizione è avvenuta domenica 7 luglio a Baku, in occasione della 43esima sessione del Comitato mondiale dell’agenzia culturale delle Nazioni unite.

Tornando al Cannonau, ritengo personalmente abbia bisogno di rafforzare il suo posizionamento di marca e debba considerare l’idea di una strategia marketing condivisa con gli operatori di settore. Se stiamo anni numeri, il Cannonau non ha rivali, in Sardegna è il più venduto nei market, al secondo posto nell’isola c’è il Vermentino, che è settimo a livello nazionale, a seguire il Monica e il Nuragus. Il più acquistato in Italia è il Lambrusco, secondo quanto ci dice l’indagine dell’istituto di ricerca Iri elaborata in esclusiva per Vinitaly. Il problema nasce confrontando i dati sull’export, in quel caso i vini italiani la fanno da padrone e sono stati maggiormente strutturati per sostenere in questi anni i costi relativi, la promozione e la distribuzione fuori dal proprio territorio. Inoltre la mentalità adottata è risultata vincente vedendo le classifiche dei vini italiani più consumati nel mondo. Risulta così che il principale alleato del Cannonau, ovvero la Sardegna, allo stesso tempo diventa la sua bestia nera, la sua prigione. Gabbia vera e propria che gli impedisce di fare il salto di qualità e, chissà, forse un giorno, trovarsi premiati dall’Unesco. 


 

 

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