Pregare anche nel silenzio di Dio

Da pochi giorni siamo entrati nel tempo di Avvento. Sappiamo bene che questo è un tempo di attesa e che il miglior modo di attendere per un cristiano, è pregare. Tutto il nostro cristianesimo dipende dalla preghiera, che non è semplicemente chiedere per ottenere qualcosa ma intessere una relazione con Qualcuno. Ciò che mi ha fatto avvicinare al Signore e che credo abbia innescato decisivamente la mia conversione, è stato vedere come il Signore mi rispondeva. Ma l'errore in cui non dovremmo mai cadere, è quello di perdere la fiducia nella preghiera (e quindi in Dio) quando vediamo che Lui non ci risponde o, meglio, pensiamo che non lo faccia.

Recentemente, ascoltando una catechesi di un sacerdote a me caro, ho imparato che anche i silenzi sono una risposta del Signore e che, quando ascolto della musica, non ti prendi solo le note e le parole, ma anche le pause. Io non so il perché di questi silenzi, ma so che Dio non lascia mai senza significato qualcosa della nostra vita. Non devono scoraggiarci questi silenzi.

Pochi giorni fa, Papa Francesco ha detto: "Mi raccomando, non lasciate la preghiera. È il fondamento della vostra vita. Ma la preghiera è anche come chiedere l’elemosina alla Madonna: “Aiutami a essere un servo fedele”. È la preghiera che è feconda che vi darà vocazioni e tante cose. La preghiera è lo strumento che fa dei miracoli". Dio risponde sempre a un figlio che Lo invoca. Tante volte, nel Vangelo, vediamo Gesù pregare prima di fare qualcosa di importante. Anche Lui ha sperimentato la sensazione di abbandono. Ma se Lui, che è Dio, ha avuto fiducia, perché non dovremmo averla noi? Se saprai attendere anche nel silenzio di Dio, vedrai meraviglie, vedrai miracoli. Chiedi a chi ci è passato prima di te.

 

 

 

 

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