Anche a Oniferi è tutto pronto per accogliere i turisti

Oniferi è un piccolo centro della Barbagia di Ollolai che confina a nord con Benetutti, a ovest con Orotelli e a est e sud con Orani. Il paese è suddiviso in vari rioni come Su NoduMonte OrminaSantu JuvanneSu CantaruSu Pizu de S’OrtuUntana e Sant’Antoni, mentre a circa un chilometro dal centro abitato si trova la frazione di Sos Eremos.

Il paese è situato ad una altitudine di 478 metri, ai piedi della boscosa collina di “Sa Costa”. Il suo territorio si presenta mediamente collinoso e per la maggior parte adibito a pascolo. Oniferi possiede inoltre un notevole patrimonio boschivo, costituito principalmente da sugherete, querce, lecci e olivastri, specie nelle zone di Sa SerraSu BerreOgorthi Sos Settiles, situate sulla parte centrosettentrionale. Nella zona a sud, invece, si trovano ampie zone con macchia mediterranea, come nei siti de Sa Chessa Sa Mata.

Il suolo è di natura principalmente trachitica e basaltica nelle zone de Sos SettilesBerrinas Sos Ruvos, mentre la restante parte è di natura granitica, come quelle di Su Berre Sa Serra.

Il principale corso d’acqua è Su Rivu Mannu, un affluente del Tirso al quale confluiscono altri corsi d’acqua minori, come il Rio Calluzzi e il Rio Predosu. Il territorio è infine ricchissimo di siti archeologici: sono presenti una quarantina di nuraghi, numerose domus de janas, tombe di giganti, dolmen e menhir, a testimonianza della lunga frequentazione della zona sin dal periodo Neolitico.

Il territorio annovera numerosi nuraghi tra i quali si ricordano quelli di Ola, MurtasBadu Pedrosu Brodu. I siti nuragici, opera di un popolo ingegnoso e laborioso, sono quasi tutti visibili e disposti a controllo e difesa delle risorse locali. Tra i siti più rinomati vi è senza dubbio la necropoli a domus de janas di Sas Concas; si tratta del più esteso complesso ipogeico della Barbagia, composto da una ventina di tombe. Nelle pareti di una tomba, chiamata tomba dell’emiciclo, migliaia di anni fa fu inciso un messaggio composto da graffiti e petroglifi antropomorfi che raffigurano la concezione della vita e della morte. In zona Sa Serra sono invece presenti i resti di tombe di giganti costituite da pietre fitte e da betili, oggi nascosti tra la fitta vegetazione.

Tra le tradizioni più sentite va annoverato il canto a tenore, tramandato di generazione in generazione e di cui sono presenti oggi numerosi gruppi, alcuni dei quali di fama internazionale. Ascoltare il canto a tenore significa partecipare ad un rito, vivere intimamente l'emozione della festa e, attraverso il canto, scoprire la gioia del canto popolare, la solennità del canto religioso o la dolce malinconia di un giovane innamorato.

 

 

di Autunno in Barbagia

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