Detrazioni per familiari a carico 2019: regole e importi

 

Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (di seguito T.U.I.R.) prevede che il contribuente possa godere di detrazioni fiscali per i familiari a carico, ma a quali categorie di familiari ci riferiamo e quali sono i requisiti per poter beneficiare di tali agevolazioni?

Le detrazioni fiscali dall’imposta lorda sono previste per i seguenti familiari:

  • il coniuge, non legalmente ed effettivamente separato;

  • i figli;

  • gli altri familiari, così come definiti dall’art. 433 del Codice Civile ovvero il coniuge legalmente ed effettivamente separato; i discendenti dei figli; i genitori; i generi e le nuore; il suocero e la suocera; i fratelli e le sorelle.

Partiamo dal coniuge. La condizione essenziale perché il coniuge possa essere considerato a carico del contribuente interessato è che abbia percepito nell’anno d’imposta non più di 2.840,51 euro e che non sia legalmente ed effettivamente separato. Può trattarsi anche di una situazione particolare in cui il coniuge risieda da solo in uno stato estero, se ha il codice fiscale rilasciato dall’agenzia delle entrate la detrazione spetta ugualmente. L’importo della detrazione fiscale teorica è di 800 euro ma viene rimodulata al ribasso in base allo scaglione reddituale: più cresce il reddito e minore è l’agevolazione fiscale spettante. Sino ad arrivare ai redditi superiori a 80.000 euro, per i quali non è prevista alcuna detrazione fiscale.

Proseguiamo con la seconda categoria di familiari a carico: i figli. Possono essere considerati fiscalmente a carico purché abbiano percepito nell’anno un reddito inferiore a 2.840,51 euro. Il limite è innalzato a 4.000 euro per i figli di età fino a 24 anni. La condizione di “figlio a carico” è totalmente indipendente dalla convivenza con i genitori, dalla residenza in Italia, dall’età, dalla dedizione allo studio od a tirocinio gratuito, dallo stato di salute (es: inabilità permanente al lavoro). L’importo della detrazione teorica è di 950 euro (1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni) ma viene rimodulata tenendo conto del reddito complessivo del contribuente. Per i figli portatori di handicap, ai sensi dell’art. 3 della Legge n. 104/92 (o che rientrino nella definizione di disabile), è previsto un aumento ulteriore di 400 euro e per ciascun figlio a partire dal primo (per i genitori che abbiano più di tre figli a carico) di 200 euro.

E infine i cosiddetti “altri familiari a carico”. Possono essere considerati altri familiari a carico:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;

  • i discendenti dei figli;

  • i genitori;

  • i generi e le nuore;

  • il suocero e la suocera;

  • i fratelli e le sorelle, anche se unilaterali.

 

La particolarità per tale categoria di soggetti è che, oltre al rispetto del limite reddituale di 2.840,51 euro, è necessario che vi sia convivenza con il dichiarante. La detrazione fiscale teorica è di 750 euro, va rapportata al numero di mesi e varia in base al reddito complessivo.

Ma la detrazione per i figli a carico come va ripartita tra i genitori coniugati?

Come regola generale nella misura del 50% per ciascuno. Tuttavia, i genitori possono scegliere di attribuire l’intera detrazione (100%) a quello dei due che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato.

E se il coniuge è fiscalmente a carico dell’altro?

In tale caso la detrazione spetta per intero (100%) ad uno solo dei genitori.

Nel caso in cui i genitori siano legalmente separati o non coniugati la detrazione spetta:

  • in caso di accordo tra i genitori:

  1. nella misura del 50%;

  2. nella misura del 100% al genitore che presenti il reddito complessivo di ammontare più elevato.

  • In mancanza di accordo tra i genitori:

  1. nella misura del 100% al genitore affidatario in modo esclusivo;

  2. in caso di affidamento congiunto o condiviso, nella misura del 50% per ciascuno dei genitori affidatari;

  3. nei casi di incapienza dell’imposta, cioè quando il genitore affidatario o uno dei genitori affidatari (in caso di affidamento congiunto) abbia un reddito tale da non consentirgli di godere della detrazione per figli a carico, la stessa viene attribuita per intero (100%) all’altro genitore, a prescindere dal reddito di quest’ultimo. Attenzione però, il genitore che ha usufruito dell’intera detrazione dovrà riversare all’altro l’intero importo, il 50% nel caso di affidamento congiunto.

Il consiglio è quello di rivolgersi ad un commercialista, per poter valutare la scelta più conveniente dal punto di vista fiscale. A titolo di esempio, marito e moglie con due figli a carico di età superiore a tre anni, lui con reddito pari a 26.000 euro, lei pari a 22.000 euro, se riportassero l’intera detrazione al marito col reddito più alto usufruirebbero di una agevolazione fiscale pari a 1.451 euro. Nel caso decidessero, al contrario, di seguire la regola generale di ripartizione al 50% ciascuno, la detrazione sarebbe pari a 1.485 euro. In questo caso il massimo vantaggio fiscale si otterrebbe con la seconda scelta.

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