Biologico o non Biologico? Tutto ciò che non vi hanno mai detto …

L’aggettivo Biologico viene utilizzato per indicare quelle colture e quei prodotti, anche di origine animale, privi di fertilizzanti ed altri agenti chimici, che vengono coltivati o allevati in modo Naturale, senza l’uso di organismi geneticamente modificati (OGM) e senza sfruttamento eccessivo del suolo o di risorse naturali.

Purtroppo è un termine molto inflazionato e che viene spesso utilizzato a sproposito. Negli ultimi tempi si è scatenato un vero e proprio fenomeno della caccia al biologico anche se, spesso, si acquistano dei prodotti non certificati. In questo campo è necessario fare molta attenzione perché, quando un prodotto diventa di moda, bisogna guardarsi dalle truffe.

Sapevate che esiste una vera e propria regolamentazione europea riguardo l’utilizzo dei terreni per la produzione biologica? Trattasi del Reg. (CE) n° 834/2007 di cui elenco solo alcuni punti in particolare in cui viene spiegata l’essenza di questa metodologia che non solo dovrebbe aiutarci a mangiare e vivere in modo più sano ma, favorire il rispetto della natura e della Terra che ci ospita:

11) “L’agricoltura biologica dovrebbe fare affidamento prevalentemente sulle risorse rinnovabili nell’ambito di sistemi agricoli organizzati a livello locale. Al fine di limitare al minimo l’uso di risorse non rinnovabili, i rifiuti e i sottoprodotti di origine animale e vegetale dovrebbero essere riciclati per restituire gli elementi nutritivi alla terra.”

15) “Al fine di evitare l’inquinamento dell’ambiente, in particolare delle risorse naturali come il suolo e l’acqua, la produzione animale biologica dovrebbe prevedere, in linea di principio, uno stretto legame tra tale produzione e la terra, idonei sistemi di rotazione pluriennale e l’alimentazione degli animali con prodotti vegetali provenienti dall’agricoltura aziende biologiche vicine”.

Già dalla lettura di questi articoli si dovrebbe comprendere quanto non sia semplice intraprendere un percorso di questo tipo. Un terreno deve essere scelto accuratamente, lontano da acque reflue e da vicini che utilizzano prodotti chimici e OGM, ma questo non è sufficiente; il luogo selezionato dovrà essere bonificato, e in alcuni casi questa bonifica può durare anni. Purtroppo l’utilizzo di OGM si è diffuso talmente tanto che, anche chi non utilizza tali organismi rischia l’ibridazione delle piante con pollini di vegetali geneticamente modificati, e non solo, con gli spostamenti d’aria si possono diffondere residui inquinanti presenti nell’atmosfera, perché il vento e gli altri agenti atmosferici non possono, per fortuna o no, venire comandati. Tra gli agenti atmosferici non bisogna scordare di annoverare la pioggia che purtroppo subisce l’inquinamento come il terreno, perciò può portare residui anche a distanza di migliaia di chilometri: mai sentito parlare di piogge acide? Anche l’acqua non va mai a cadere dove vogliamo, per cui è possibile che anche la coltivazione più naturale possa ricevere dei residui chimici ad opera dei rovesci. Questa premessa non vuole in alcun modo dissuadere dall’utilizzo dei prodotti bio, ma cerca solo di mettere in guardia il consumatore dalle favole che vengono raccontate per incrementare le vendite. Come sempre è necessario leggere attentamente le etichette e la provenienza di ciò che andremo ad acquistare.

 

Facciamo l’esempio pratico di un prodotto X da agricoltura biologica dell’azienda Tal dei Tali…

Coltivato in zona Tal dei Tali; controllandone l’ubicazione risulta essere confinante con una vecchia centrale elettrica a carbone. A questo punto potremmo considerare tale prodotto realmente privo di inquinanti?

 

PRO E CONTRO

Se dovessimo mettere sul piatto di una bilancia i motivi per la scelta di un prodotto a coltivazione o da allevamento naturale l’ago penderebbe comunque in favore del suo utilizzo. Mangiare in modo naturale, anche se abbiamo visto come sia impossibile avere prodotti totalmente puliti, favorisce in ogni caso la purificazione dell’organismo da agenti chimici, esponendoci perciò molto meno al rischio di patologie ad essi legate. Incentivare le coltivazioni biologiche.

 

 

Riproduzione Riservata

 

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società