Il mondo della musica oggi rende omaggio a Santa Cecilia

Il mondo della musica oggi rende omaggio a Santa Cecilia

Nov 22, 2019 Off Di Andrea Agostino

Siamo a Roma nell’anno 232, nei primordi quindi del cristianesimo. Cecilia, nobile fanciulla della Gens Cecilia che fu molto importante fin dal sec. III a.C. grazie al ramo dei Cecili Metelli, venne data in sposa dai parenti al patrizio Valeriano. Il giorno stesso delle nozze però la giovane avvertì il marito di essersi consacrata a Dio e che un angelo avrebbe difeso la sua verginità. Valerio fu alquanto contrariato e incredulo ma dopo che l’angelo gli apparve in maniera piuttosto convincente si convertì anch’egli al cristianesimo.

 

Cecilia conquistò alla fede cristiana anche il cognato Tiburzio. I due fratelli, ricevuto il battesimo, furono arrestati e condannati alla decapitazione. Al momento dell’esecuzione Massimo, funzionario dell’impero, toccato dalla fede di Valerio e Tiburzio confessò di essere anche lui cristiano e venne perciò decapitato. Cecilia raccolse con le sue mani i corpi dei tre martiri e non molto tempo dopo anch’essa viene denunciata e condannata alle più crude torture. Al pontefice Urbano I, recatosi a visitarla, la fanciulla agonizzante lasciò in eredità la propria casa con la preghiera di tramutarla in chiesa. Ma solo nell’anno 821, sotto il pontificato di Pasquale I, la chiesa edificata fu consacrata alla santa martire. Chiarire come e quando Santa Cecilia sia stata associata alla musica è alquanto problematico. Nella Passio come in altre fonti storiche non vi è la minima traccia che la pia fanciulla suonasse uno strumento o cantasse.

 

Nel primo medioevo Cecilia è sempre e soltanto accompagnata dai simboli del martirio (una palma o una corona). Solo a partire dal XV secolo viene raffigurata con uno strumento, in genere un organo portativo. La ragione della affiliazione musicale della Santa è dovuta ad un’errata interpretazione di un brano della Passio nel quale, descrivendo il suo matrimonio si dice: «Mentre gli strumenti suonavano (cantantibus organis) Cecilia in cuor suo rivolgeva il suo canto al Signore». Nella prima antifona delle lodi che si cantano in onore della Santa le parole «in cuor suo» sono state soppresse così da lasciare immaginare che Cecilia cantasse davvero accompagnata dal suono di organo. Da qui, data anche l' assoluta carenza di santi musicanti, il passo ad essere proclamata patrona della musica fu breve. A partire dal XVII secolo infatti si scrive musica in suo onore in tutta Europa.

 

Fra le penne più famose citiamo in ordine cronologico: Charpentier, Purcell, A. Scarlatti, Händel, Haydn, Saint-Saëns, Gounod, Spohr, Mercadante, Liszt, Chausson, Refice, Britten. Attorno al 1830 sorse in Italia, Francia e Germania un Movimento Ceciliano i cui aderenti, musicisti e studiosi, si prefissero di restituire dignità e rilievo alla musica sacra sottraendola all’influsso stilistico del melodramma. In nome di Cecilia sorsero scuole, associazioni e periodici dediti allo studio e alla diffusione della musica sacra. La memoria liturgica è il 22 Novembre.

 

 

 

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