Questo fine settimana tra le bellezze di Orotelli

Nel cuore della Sardegna, dove ancora oggi la vita è segnata da antiche tradizioni e usanze popolari, sorge il centro di Orotelli. Il comune si trova a circa 18 km da Nuoro, nella storica subregione della Barbagia, e confina con i territori di Bono, Benetutti, Bottida, Illorai (in provincia di Sassari) e Oniferi, Orani e Ottana nella stessa provincia di Nuoro.

 

Nonostante il territorio granitico il paese si è distinto più per la sua economia agricola che per la tradizionale attività pastorale dell’Isola. Negli anni Sessanta, con la crisi del settore dei cereali, è invece scomparsa quasi definitivamente la comunità degli agricoltori. Permane l’attività artigianale che, grazie alla loro arte e maestria, ha portato i calzolai orotellesi ad essere noti in tutta la provincia. Il paese è da sempre considerato la patria dei classici stivali della Barbagia, sos cambales, ancora oggi realizzati a mano secondo la tradizione e utilizzando forme di legno, osso di capra per le rifiniture e la rigatura, lesine di spago e trincetto per i tagli del cuoio. Oltre la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, uno degli edifici religiosi di maggior importanza, edificato intorno al 1116 e già sede di cattedra vescovile tra il 1116 e il 1139, sorge a breve distanza la chiesa di San Lussorio, costruita in conci di granito e con annesso campanile sempre in granito. Nel rione di Mussinzua sorge invece la chiesa rurale del Santissimo Salvatore (ora inglobata all’interno del cimitero), dotata di un ampio presbiterio diviso dall’aula centrale tramite un arco a sesto acuto in stile aragonese. Nel nuovo rione si trova anche la Chiesa Parrocchiale Spirito. Sono numerose anche le chiese campestri tutt’oggi accessibili come la chiesa di San Pietro di Oddini e la chiesa di Nostra Signora di Sinne, dedicata ai martiri cristiani Ambiso e Ampilo.

 

Nel territorio sono infine presenti diverse testimonianze archeologiche risalenti al periodo prenuragico e periodo nuragico, come i nuraghi Aeddos, Athentu, Calone, Corcove, Passarinu e Sarcanai. Da menzionare sono anche le tombe dei giganti di Forolo e di Sa turre ‘e su campanile. Il nuraghe Aeddos, in particolare, costruito con enormi blocchi di granito, ha dimensioni ciclopiche e risale all’età del Bronzo e, nonostante il passare dei millenni, è rimasto intattoper tutta la sua altezza originaria.

 

 

di Autunno in Barbagia

 

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