Perchè il Teatro è cosi’ importante per i bambini?

Da qualche anno a questa parte, solitamente al rientro dalle vacanze estive, numerose mamme e papà decidono senza troppe chiacchiere o tentennamenti di iscrivere i propri bambini e bambine ad un corso di teatro dedicato ai più piccoli. Capita non di rado inoltre che siano proprio gli stessi bambini a chiedere la possibilità di partecipare a questo particolare tipo di attività, con un entusiasmo e una determinazione da far invidia agli adulti più consapevoli e ambiziosi. Di fronte a queste scelte così repentine, che si tratti di un corso di teatro, di un laboratorio, della preparazione ad uno spettacolo o dell’attività extrascolastica proposta per un imminente esito scenico, spesso mi sono chiesto quali fossero davvero le motivazioni che innescano questa curiosa voglia di teatro “a tutti i costi”. Parlando dei genitori, quale curiosa spiegazione sottende il desiderio di vedere il proprio erede esprimersi su un palcoscenico, voglio dire ci ricordiamo tutti (ma per fortuna non tutti tutti!) dei famosi “traumi della scena” non clinicamente riconosciuti ma ancora in qualche strana forma presenti in ciascuno di noi e che ci hanno visto protagonisti (e spesso segnato) nei nostri anni più verdi? E che dire di quei genitori che adorano esibire in ogni occasione il proprio figlio e che molte volte diventano inconsciamente il loro riscatto? Per fortuna, nella maggior parte dei casi non è così e le risposte sono direi quasi ovvie: magari per contenere un po’ della loro inesauribile energia, forse per mitigare qualche presunto eccesso di timidezza, probabilmente perché più abilità imparano e meglio sarà per il loro futuro, perfino per far loro vivere a contatto il più possibile con l’arte e imparare a mantenere a lungo la loro creatività insomma, anche se più spesso non si sa bene di cosa tratti veramente un corso di teatro per bambini, si ha la ferma convinzione che tanto in ogni caso “farà bene”, perché quando si parla dei propri figli, gli adulti sono parecchio risoluti nel poter offrire loro solo il meglio, desiderosi di crescere dei bambini felici e che un domani siano degli adulti ancora felici. E che dire di quale misterioso e raro impulso può muovere i bambini dei nostri giorni, costantemente bombardati da infiniti stimoli e circondati da tanta tecnologia, a voler scegliere di vivere questo strano mondo, fatto in apparenza di luci e di velluto rosso, di costumi e di finzione, mossi come di consueto dalla loro irrefrenabile curiosità e dalla voglia di sperimentare un nuovo gioco, una nuova avventura della loro vita.

Da dove nasce tutto questo interesse per le arti del teatro? Forse da un qualche rara esperienza a scuola con i propri compagni e l’insegnante? Forse nelle tante ore passate davanti alla tv, un certo modo di fare spettacolo o il talento di qualche sconosciuto attore o attrice ha destato in loro questa curiosità? Sotto consiglio di qualcuno che ha riconosciuto in loro delle presunte attitudini per il palcoscenico? O si tratta semplicemente di giovani già così controcorrente, che alle attività più gettonate come lo sport uniscono o più spesso preferiscono qualcosa di più originale?
Ebbene, arrivati a questo punto siamo così sicuri che questa scelta, sia favorita dagli stessi adulti che concordata con gli stessi bambini, possa ripercuotersi positivamente sul loro presente e sul loro futuro, sulla loro personalità e sul loro pensiero, soprattutto in termini pedagogici ed educativi?

La risposta è indiscutibilmente affermativa, o per meglio dire, un enorme sì. Tutto il mondo del teatro è un’altrove magico, variopinto e sfavillante, ricco di tante meraviglie ed emozioni, dove la nostra anima affina i sentimenti più delicati, dove la nostra mente si apre a confini ancora inesplorati e dove possiamo realmente provare a vivere la vita di qualcun altro pur rimanendo noi stessi, sopra un palcoscenico o tra le file dei posti a sedere come spettatori, facendo germogliare in noi una consapevolezza essenziale: che la vita è, in ogni suo momento e in ogni suo luogo, un grande teatro. Tornando ai nostri cuccioli, la scoperta del teatro e dei suoi poteri può avere una grande forza educativa e consente loro l’apprendimento vivo di molteplici competenze trasversali, il tutto reso possibile dalla presenza costante e vitale del gioco, perché anche il gioco è un impegno serio e non dobbiamo mai dimenticare che i bambini, proprio perché tali, devono poter giocare in più situazioni possibili.

Personalmente, ritengo che un percorso dedicato alle arti del teatro, che sia sensibile alle diverse età di sviluppo dei bambini e che offra a ciascuno di loro delle occasioni nuove per guardare al mondo da più angolazioni possibili, rappresenti un dono immenso, una pacca sulle spalle alla loro espressività e una strizzatina d’occhio alla loro vivace intelligenza, che avrà importanti ripercussioni positive sulla sua personalità e sul suo atteggiamento verso il mondo. Certamente, tutto questo potrà essere realizzato se chi ha pensato e conduce questo tipo di percorsi possiede una buona esperienza e un’ottima conoscenza del mondo del bambino e della didattica del teatro destinata ai bambini, affinché tutto questo materiale incandescente e luccicante non si traduca nel dover imparare a tutti costi e spesso sotto forzatura una parte a memoria senza provare nessun brivido e senza sapere di dover trasformarsi in personaggi, nel dover cantare alla meglio una canzone spesso a squarciagola affinché gli altri possano sentire quanto siamo bravi o peggio ancora nel dover salire su un palcoscenico senza sapere dove si è ma per diventare all’occasione tante piccole marionette senza anima ed essere mosse dalla volontà del “regista” di turno, in un grande gioco delle belle statuine che serve solo a capire quante buone occasioni di crescita si sono sprecate agendo in questa maniera. Il teatro è ben oltre tutto questo apparire, tutto questo dimostrare a tutti i costi qualcosa, in particolar modo se si tratta di bambini, perché loro non devono essere costretti a dimostrare niente a nessuno ma solo a loro stessi. L’impegno che li vedrà partecipi nel gioco e nel coinvolgimento che il teatro saprà regalargli, sarà abbondantemente ripagato dagli applausi che riceveranno alla fine di questo percorso.

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