Ollolai questo fine settimana accoglie i turisti

La storia di Ollolai è molto antica e ricca di leggende divenute ormai patrimonio dei suoi abitanti.
I primi segni di vita sono stati scoperti sul monte San Basilio e risalgono alla preistoria, in particolare al Neolitico medio .

Secondo i racconti il paese sarebbe stato la residenza di Ospitone , il re dei barbaricini.

Sul monte San Basilio , circondato dalla macchia mediterranea, si trova il paese di Ollolai, a circa 1000 m s.l.m.

Quercia, tasso, pero selvatico, elce, erica scoparia, agrifoglio ricoprono il monte su cui venne eretta la chiesa bizantina di San Basilio Magno, dove si possono ancora vedere i resti dell’antico convento francescano che fu teatro della leggenda della maledizione dei frati.

A sud-ovest dell’abitato, sul massiccio granitico ai confini del Gennargentu, si trovano le punte più alte del territorio comunale chiamate la “ finestra della Sardegna ”: Punta Manna (1104 m) e Punta de S’Aschisorju (1127 m). Da qui, nelle giornate serene con cielo terso, si possono osservare i mari che bagnano l’Isola a est e a ovest ; uno spettacolo che attira numerosi escursionisti che si inoltrano nei sentieri tra le rocce e la fitta vegetazione.

All’inizio della strada che conduce alla cima si trova Sa Conca Frabica , il riparo sotto roccia utilizzato come sepoltura dal Neolitico medio all’età del Ferro.

Verso sud-est si possono percorrere i bei sentieri che conducono al lago Cucchinadorza dove si incontrano resti archeologici nuragici.

L’ aria pura e laricchezza delle sorgenti incontaminate hanno contribuito a conservare querce e lecci secolari, monumenti naturali che testimoniano una natura ancora intatta. In questa nicchia ecologica vivono diverse specie di rapaci, cinghiali, volpi e martore .

L’abbondante presenza dell’ asfodelo rappresenta un particolare valore per l’artigianato locale: la pianta è la materia prima impiegata per la confezione dei rinomati cesti, realizzati in diverse tipologie e dimensioni dalle mani esperte delle donne ollolaesi.

Nella piazza principale si trova la chiesa parrocchiale dedicata a San Michele . Al suo interno si conservano tracce dell’edificio originario realizzato in stile gotico aragonese, inoltre si possono ammirare alcune tavole del pittore Carmelo Floris . L’artista ha trascorso la sua gioventù ad Ollolai dedicando molte sue opere alle scene di vita quotidiana e alle feste; sono famosi i suoi ritratti alle donne ollolaesi dipinte con i loro splendidi abiti tradizionali.

Tra le altre produzioni tipiche spicca quella dei cestini di asfodelo : l’abilità delle maestre cestinaie di Ollolai è rinomata in tutta l’Isola. Per testimoniare questa importante produzione è stata istituita la Mostra Storica de s’iscrarionzu , un museo dedicato all’intreccio e a tutte le fasi della lavorazione dell’asfodelo in piazza Marconi.

Nelle numerose feste che scandiscono il passaggio del tempo è possibile assistere agli incontri di un’ antichissima lotta che dal 1995 è entrata nella federazione delle lotte celtiche: s’istrumpa .  Questa disciplina risalirebbe al periodo nuragico come testimoniato da alcuni bronzetti dell’epoca: si tratta di uno scontro corpo a corpo in cui i lottatori, denominati gherradores, devono stringersi in una precisa posizione delle braccia e cercare di far toccare terra alle spalle dell’avversario.

 

 

Ph. Ollolai costume (Archivio Aspen - M.C. Folchetti)

di Autunno in Barbagia

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