Debutto tra gli applausi per il soprano Fatma Said

Un programma raffinato al Lirico, con musiche di Zemlinsky, Mozart e Mahler

Impossibile non cedere e non rimanere ammaliati dalla sua voce: ottima dizione, timbro limpido e caldo, pieno controllo delle capacità canore. Ha ventotto anni, è egiziana, si chiama Fatma Said. È il giovanissimo e talentuoso soprano che ieri sera, al suo debutto a Cagliari, ha incantato gli spettatori del Lirico. Protagonista del tredicesimo appuntamento della stagione concertistica 2019, si è misurata con un ricercato concerto, sotto il segno della Felix Austria, tra Vienna e Praga. Con uno sguardo indietro, al settecentesco genio di Salisburgo.

Il programma musicale ha proposto nell’ordine: il Salmo 13 per coro e orchestra op. 24 di Alexander Zemlinsky (acclamato direttore d’orchestra e colto compositore, oggi misconosciuto); tre arie da concerto per soprano e orchestra: «Chi sa, chi sa, qual sia?» K. 582; «Vado, ma dove? O Dei!» K. 583; «Bella mia fiamma, addio!», «Resta, oh cara!», recitativo e aria K. 528 di Mozart e la Sinfonia n. 4 in Sol maggiore per soprano e orchestra di Mahler.

Massimo Zanetti, direttore d'orchestra milanese, già ospite a Cagliari nel 2018 per la Carmen di Bizet, ha guidato i complessi artistici stabili, orchestra e coro del Teatro Lirico; il maestro del coro, come di consueto, era Donato Sivo.
Serata raffinata e preziosa, in cui ha vibrato una sontuosa esecuzione musicale. Zanetti ha concertato con disinvolta cura e precisione, spingendo l’orchestra a porgere un suono profondo ma nitido, valorizzando la bellezza della prova vocale del soprano e del coro. Pregnante la lettura del brano di Zemlisnky, tesa e drammaticamente robusta nella prima parte, vibrante e più distesa nell’ultima; squisita la grazia delle arie mozartiane, che ha permesso alla Said di giocare con la loro levità sinuosa e soprattutto di esplorare le pieghe drammatiche e patetiche presenti nell’op. K. 528, dimostrando notevoli capacità interpretative. A chiudere, una straordinaria Sinfonia n. 4 di Mahler, condotta con rara sicurezza tra passaggi più contratti, vigorosi e turgidi, stemperantisi poi in momenti di sottile serenità. Suggestiva l’evocazione delle atmosfere di sogno, sospese, a tratti sottilmente inquietanti. Anche qui la Said era a suo agio, perfettamente calata in una sostanza musicale che ha restituito con coinvolgenti pennellate la nostalgia dei cieli dell’infanzia (Das himmlische Leben, “La vita celeste” è il titolo del Lied cantato nell’ultimo movimento). Cieli colmi di visioni sublimi di un mondo irreale, ormai perduto per sempre e perciò inattingibile.

Per tutti gli applausi entusiasti del pubblico in sala. In replica oggi alle ore 19.

 

 

 

 

 

Nella foto di Priamo Tolu, il soprano Fatma Said e il maestro Zanetti con l'Orchestra del Lirico al termine del concerto del 15 novembre 2019

 

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