TARI: Di cosa si tratta? Come si calcola?

La Tari rappresenta al momento la tassa più odiata e discussa dagli italiani, ma di che tributo si tratta? Come si calcola? Chi è tenuto a pagarla?

La Tari (acronimo di tassa sui rifiuti) è il tributo che i cittadini pagano per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Sono obbligati al pagamento tutti coloro che posseggono o detengono a qualsiasi titolo un immobile o un’area scoperta suscettibile di produrre rifiuti urbani, con esclusione delle aree scoperte pertinenziali a locali tassabili e delle aree condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva. La presenza di arredo oppure l’attivazione anche di un’utenza domestica (idrica, elettrica o telefonica che sia) costituiscono presunzione semplice dell’occupazione o conduzione dell’immobile e della conseguente attitudine alla produzione di rifiuti.

 

La Tari è composta da due voci, una quota fissa e una variabile. Nel caso delle utenze domestiche (abitazioni familiari) la quota fissa dipende dalla superficie dei locali e dal numero degli occupanti, mentre la quota variabile dipende soltanto dal numero degli occupanti. Nel caso delle utenze non domestiche (attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere) entrambe le quote dipendono dalla superficie dei locali e delle aree scoperte operative e dalla loro destinazione d’uso. Sia le scadenze che le modalità di pagamento variano da comune a comune. Normalmente il pagamento avviene tramite modello F24 (codice tributo 3944) oppure tramite bollettino postale. Per ciò che concerne le scadenze, la maggior parte dei comuni fissa un’unica scadenza al 16 giugno oppure, in alternativa, concede la possibilità di dividere l’importo in quattro rate. Esistono delle riduzioni per particolari categorie di soggetti e delle agevolazioni per famiglie con difficoltà economiche dimostrabili tramite ISEE. A titolo di esempio, il Comune di Cagliari, con una determinazione del marzo del 2019, ha previsto un abbattimento del 50% della tariffa per gli studenti universitari fuori sede iscritti all’università cittadina. I cittadini sono tenuti a dichiarare ogni circostanza rilevante per l’applicazione del tributo, in particolare:

 

– l’inizio, la variazione o la cessazione dell’utenza;

– la sussistenza delle condizioni per ottenere le eventuali agevolazioni o riduzioni;

– il venir meno delle condizioni per beneficiare di eventuali agevolazioni o riduzioni.

 

La dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo al verificarsi del fatto che determina l’obbligo pagamento del tributo, utilizzando gli appositi moduli che ogni comune mette gratuitamente a disposizione. Qualora negli anni successivi alla prima dichiarazione non si verifichino modifiche da cui possa conseguire un diverso ammontare del tributo dovuto, non si è tenuti ad un nuovo obbligo dichiarativo. In caso contrario la dichiarazione di variazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo al verificarsi della variazione stessa. I dubbi tra i contribuenti sono tanti, di seguito le domande che con più frequenza vengono fatte ai commercialisti e agli uffici comunali:

– Io non produco rifiuti perché sono spesso in viaggio, vivo spesso dai miei genitori, posso evitare il pagamento della Tari? No, la tassa sui rifiuti è istituita per la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, la mancata utilizzazione del servizio da parte dell’utente non costituisce motivo di esonero dal pagamento del tributo.

 

– L’abitazione è vuota, devo pagare ugualmente la Tari? No, a patto che l’abitazione sia completamente vuota da mobilio, disabitata e non ci sia nessuna utenza allacciata. Tuttavia, anche in presenza di mobilio e/o utenze allacciate alcuni comuni prevedono nei loro regolamenti delle agevolazioni.

 

– Siamo comproprietari di una casa, possiamo intestarci separatamente la Tari? No, non è possibile. Uno dei comproprietari si assumerà l’onere di presentare la dichiarazione Tari presso l’ufficio comunale a nome proprio e per conto degli altri. L’avviso di pagamento arriverà intestato al dichiarante e gli altri risponderanno eventualmente in solido del pagamento dell’obbligazione tributaria.

 

– Siamo degli studenti ed abbiamo preso in affitto assieme un appartamento, possiamo intestarci separatamente la Tari, ciascuno per la sua parte? No, esattamente come nel caso dei comproprietari di un immobile, sarà uno dei coinquilini a presentare la dichiarazione intestandosi il tributo e indicando gli altri coinquilini nella parte del modello relativa ai componenti. Ovviamente gli studenti indicati come “componenti” del nucleo abitativo risponderanno in solido dell’obbligo tributario. Attenzione però, nel caso in cui il contratto sia di durata inferiore a sei mesi gli inquilini non sono tenuti a fare nulla, dato che la Tari per i contratti brevi è dovuta esclusivamente dal proprietario dell’abitazione.

 

 

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