Il riscatto delle zone interne

Il piccolo centro del Mandrolisai era arrivato in finale nella trasmissione “Il borgo dei borghi 2019” di Rai 3, insieme ad altre 19 realtà, dopo aver superato la selezione eliminatoria. Nonostante l’accorato appello del primo cittadino, Atzana non ha raggiunto il podio ma ha permesso ancora una volta di conoscere un altro angolo della nostra Isola, assolutamente da visitare.

 

Centro agricolo del Mandrolisai, Atzara è situato sul versante occidentale del Gennargentu, dominato dall’altura di sa Costa, adagiato in una conca nell’alta valle del fiume Araxisi. Confina con i comuni di Belvì, Meana Sardo, Samugheo, Sorgono.

Atzara, è un borgo di origine medioevale che risale ai primi anni del 1000 d.C. e si pensa fondato dagli abitanti di altri tre piccoli borghi esistenti all’ora nei territori limitrofi all’attuale insediamento: Leonissa, Baddareddu e Pauli Cungiau.
Al centro, il paese custodisce intatta la pregiata struttura urbana caratterizzata dalla architettura di gusto catalano. Tra le strette viuzze e i suggestivi vicoli che confluiscono sulla piazza della chiesa di Sant’Antioco martire, si osservano numerose le antiche case, basse, di granito, con gli originari solai in assi di quercia. Alcune costruzioni conservano intatte, ad abbellire porte e finestre, cornici in trachite, eleganti lavori di scalpello arricchiti da elementi architettonici e decorativi di interesse artistico e storico. Degni di visita sono la casa de su Conte (Palazzo dei Conti di San Martino), un pozzo a cupola, presente nel cortile adiacente la casa, e l’antica casa parrocchiale.

In pieno centro è il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea dedicato ad Antonio Ortiz Echague che Atzara ospitò nella prima metà del secolo scorso insieme ad altri pittori spagnoli ‘Costumbristi’.

Tra le eccellenze di Atzara c’è certamente quella ambientale.
Un territorio montuoso caratterizzato da presenza di cime e crinali prevalentemente scistosi, relitti forestali di origine terziaria, un manto boschivo costituito prevalentemente da lecci, roverelle e sughere, maestosi castagni, noccioli e noci paesaggio a gariga con ginestra corsica, peonia, timo, digitale. Importanti corsi d’acqua e fonti.
Un territorio che offre angoli naturali di forte intensità, in cui le stagioni modulano i colori del paesaggio e delle colline: dalle gradazioni dell’autunno giallo-brune e rossastre, al verde primaverile, fino rosso-violaceo dei grappoli in estate. La varietà cromatica racconta la rigogliosa prosperità dei pascoli, i lunghi filari dei vigneti che, con linee sinuose, disegnano il morbido profilo delle colline attorno al centro abitato le molteplici specie floreali tra cui le sughere che svettano nell’incantevole paesaggio.
Un paesaggio superbo e di grande bellezza, con monoliti granitici, i cosiddetti tacchi, l’imponenza del Gennargentu, vallate scavate da fiumi e ruscelli.
Due zone lo caratterizzano nettamente, l’una è a prevalenza di vigneti, mentre l’altra, che si allunga in direzione Sorgono, Tonara e Belvì, è distinta dalla presenza di macchia e di boschi, come sa Costa, fitta di roverelle, sughere, lecci e rari agrifogli, e su Pranu, con i suoi lecci secolari e le sughere monumentali.
Il corso del Rio Araxisi accompagna una gran parte del confine meridionale che separa Atzara da Meana Sardo. L’ Araxisi non è altro che il fiume Isca o Iscara che nasce sul Gennargentu, percorre parte dei territori di Belvì, di Tonara e Sorgono, fino a giungere ad Atzara e Meana Sardo, dove raccoglie le acque di Rio Polu e di Bau Erbì. Da qui prosegue verso il territorio di Asuni e Samugheo per confluire ancora più avanti nel Tirso.
Rinomate le sorgenti del paese come quelle di Paule, Bingia ‘e Giosso, Funtana ‘e Tziu Antiogu e Funtana ‘e Laonisa.
La fauna locale che qui vive e si moltiplica ancora indisturbata, Le specie animali annoverano numerosi gruppi di mufloni, simbolo della fauna sarda, mammiferi quali la volpe, il cinghiale, la lepre, la donnola, l’euprotto sardo (endemismo); tra l’avifauna, uccelli rapaci come lo sparviero, l’aquila reale, il gheppio, il falco pellegrino, la poiana.
L’ Araxisi vanta ancora oggi una fauna tipica degli ambienti fluviali tra cui il germano reale. Talvolta si scorgono gli aironi cenerini durante le loro brevissime soste.

 

 

di Comune di Atzana – Ph. Gianluca Murru

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società